mercoledì, 14 febbraio 2007
Lezione sull'amore
da...
B. Brecht, R. Topor e... Marta


Roland Topor

Ma, ragazze, andiamo andiamo
date senso al vostro stridere,
con la carne io l'anima amo
e con l'anima la carne.

Mai frenò voglia la castità.
Affamato, vorrei essere sazio.
La virtù l'amo, ma che abbia un didietro
e abbia il didietro le sue virtù.

Da quando in cigno il dio si mutò
qualche ragazza divenne inquieta,
anche a lei sarebbe piaciuto:
a un canto di cigno lui le invitò.
Testo di Bertolt Brecht - Immagine di Roland Topor - Idea condivisa e divulgata da Marta
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categoria:poesia
mercoledì, 03 gennaio 2007
Come in un fumetto...


Mani che si scrivono - Escher

...prendo un'idea
...la trasformo in immagine
...e l'immagine su un foglio,
un nuovo foglio bianco, tutto da sporcare...
come in un fumetto...
Riscrivo e ridisegno nuove tavole
della mia vita...
come in un fumetto...
Per farne cosa?
Ma... per disegnarmi le mani
che dovranno disegnare!
Come...
 
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categoria:deliri martani
lunedì, 01 gennaio 2007
Et voilà... 2007!


Foto di Joanna Gorlach

O-oh! C'è nessuno?
Dove siete?
Non vi vedo!
Buon nuovo anno a tuttiiiii!
Ai belli e ai brutti...
un anno proprio...
come volete voi!

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categoria:deliri martani
mercoledì, 27 dicembre 2006
Fuck off!



Scegliete la vita;
scegliete un lavoro;
scegliete una carriera;
scegliete un maledetto televisore a schermo gigante;
scegliete lavatrici, automobili,
lettori CD e apriscatole elettrici;
scegliete di sedervi su un divano
a spappolarvi il cervello
e ad annientarvi lo spirito davanti a un telequiz;
e alla fine...
scegliete di marcire,
di tirare le cuoia in un ospizio schifoso,
appena un motivo di imbarazzo
per gli idioti viziati ed egoisti
che avete figliato per rimpiazzarvi!
(da... Trainspotting)
...by Marta!

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categoria:si può fare
venerdì, 22 dicembre 2006
Un uomo...


Foto rubata al bravissimo Vincent Galtier e da me vilmente stuprata...
Mi avvalgo del "Mistero della confessione" per accedere al perdono eterno...

...entra in una stanza.
Una donna e una bambina lo stanno aspettando.
C'è un letto... quella donna sono io.
La faccia dell'uomo è divisa...
in due sembianze diverse.
Una la riconosco... la conosco bene...
A questo punto la bambina grida...
- Papà! -
L'altra metà è meno identificabile...
i lineamenti meno chiari...
sembrerebbe...
Ci guardiamo negli occhi...
...io ri-conosco lui
...so che lui mi conosce.
A quel punto mi sveglio, il sogno svanisce...
e posso tornare a dormire...
Ecco... lo vedo... un uomo...

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categoria:intervallo panico
giovedì, 21 dicembre 2006
Tropico del Capricorno
Solstizio d'Inverno



Siamo nel periodo delle celebrazioni e dei festeggiamenti per il Natale e, come ogni anno, chi più chi meno, con giustificazioni più o meno religiose, si immerge totalmente nel caos del consumismo sfrenato, senza conoscere minimamente le origini di questi festeggiamenti in questi giorni specifici del ciclo annuale, quando accade un evento cosmico che assumeva un alto valore simbolico in tutte le forme assunte dalla Tradizione Primordiale.

Tra il 21 e il 22 Dicembre,il Sole, nel suo moto annuo lungo l’eclittica
( il cerchio massimo sulla sfera celeste che corrisponde al percorso apparente del Sole durante l'anno) viene a trovarsi alla sua minima declinazione, nel punto più meridionale dell'orizzonte Est della Terra, che culmina a mezzogiorno alla sua altezza minima (a quell'ora, cioè, è allo Zenit del tropico del Capricorno) e manifesta la sua durata minima di luce (all'incirca, 8 ore e 50-55 minuti). Raggiunto il punto più meridionale della sua orbita e facendo registrare il giorno più corto dell'anno, riprende, da questo momento, il suo cammino ascendente. Questo fenomeno viene chiamato "Solstizio d'Inverno".

È un momento di passaggio ciclico considerato nell'antichità magico  e drammatico:  i giorni diventano sempre più corti e bui, fino ad arrivare alla notte più lunga dell'anno.
L'oscurità prende il sopravvento sulla luce, la notte  è più lunga del giorno.  
Tutta la natura è come sospesa in questa morte simbolica che attende una resurrezione. Morte della luce, morte del sole come divinità fecondante e portatrice di calore, di vita, di benessere.

Il sole cede il posto alla tenebra, per poi rinascere come   rigenerato.
Le  giornate dopo il solstizio divengono sempre un po' più lunghe, e di nuovo il potere del Sole cresce e si manifesta  nella sua luce.
In tutte le culture e fin dall'antichità più remota, questo periodo dell'anno veniva  celebrato e ritualizzato ed erano grandi fuochi ad illuminare la notte, candele,  falò attorno a cui festeggiare per incoraggiare l'avvento della luce, la nuova nascita del  giorno ed il sole novello nella sua ascesa.

Non dimentichiamo
, infatti, che quest'avvenimento iniziò ad essere celebrato dai nostri antenati, ad esempio, presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohusian, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica.
Esso, inoltre, ispirò il "frammento 66" dell'opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C.) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI libro dell'Eneide). Quello stesso fenomeno fu invariabilmente atteso e magnificato dall'insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono "Alban Arthuan" ("rinascita del dio Sole"); i Germani, “Yulè” (la "ruota dell'anno"); gli Scandinavi "Jul" ("ruota solare"); i Finnici “July" ("tempesta di neve"); i Lapponi “Juvla"; i Russi "Karatciun" (il "giorno più corto").

Pochi sanno, che, intorno alla data del 25 dicembre quasi tutti i popoli hanno sempre celebrato la nascita dei loro esseri divini o soprannaturali: in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horus, e il padre Osiride si credeva fosse nato nello stesso periodo; nel Messico pre-colombiano nasceva il dio Quetzalcoatl e l'azteco Huitzilopochtli; Bacab nello Yucatan; il dio Bacco in Grecia, nonché Ercole e Adone o Adonis; il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya, era festeggiato dalle genti del Nord; Zaratustra in Azerbaigian; Buddha, in Oriente; Krishna, in India; Scing-Shin in Cina; in Persia, si celebrava il dio guerriero Mithra, detto il Salvatore ed a Babilonia vedeva la luce il dio Tammuz, "Unico Figlio" della dea Ishtar, rappresentata col figlio divino fra le braccia e con intorno al capo, un'aureola di dodici stelle, proprio come la Vergine della cristianità.

Anche la tradizione romana del III secolo vantava  questa simbologia radicata nel culto della divinità solare, che  fioriva e prosperava  nella cultura popolare, parallelamente al cristianesimo segreto. 
L'imperatore Aureliano istituì, per la giornata del solstizio d'inverno,  la grande festa  del Natalis Solis Invictis (natale del sole invitto), una  fantasmagoria di riti, una festa di  risonanza e  grande   partecipazione,  non disdegnata neanche dai  cristiani.
I festeggiamenti del Solstizio si protraggono  per tutto il periodo Natalizio (Sol Invictis), con il quale coincidono.
Fu proprio  questa apertura ad allarmare la chiesa. Temeva questi riti più delle persecuzioni, vedendo, nel favore con cui erano accolti e nella diffusione radicata, un motivo di blocco alla diffusione del vangelo. Fare coincidere  la notte del sole invictis con la nascita del Cristo, contando sulla identificazione tra luce solare e luce divina, fu la risposta meditata e vincente.

Buon Natale a tutti!
postato da: martatrombetta alle ore 20:16 | Permalink | commenti (3)
categoria:memoria storica
lunedì, 18 dicembre 2006
Interfestenze...


Centauro - olio su tela di Moreno Bondi

State comodi?
Allora comincio...

Vedi uomo, non sono del tutto soddisfatto del tuo recente rendimento...
temo che il tuo lavoro stia perdendo colpi, e...
...e, beh, purtroppo abbiamo pensato di mandarti via.
Oh, lo so, lo so, ormai è tanto che lavori per l'azienda.
Quasi... fammi vedere, quasi diecimila anni! Cielo, come vola il tempo!
Sembra solo ieri...

Ricordo il giorno in cui hai iniziato il tuo impiego,
appena sceso dall'albero, col viso fresco, nervoso,
un osso stretto nel pugno arruffato...
"Da dove comincio Sir?"
Hai chiesto, mestamente.
Ricordo le mie parole:
"Laggiù c'è una pila di uova di dinosauro, giovanotto".
Dissi, sorridendo paterno.
"Comincia a succhiare."

Beh, da allora ne abbiamo fatta di strada, vero?
E si, si, hai ragione, in tutto questo tempo non sei mancato un giorno.
Ben fatto, mio buon servo fedele.
Inoltre, non pensare che io abbia dimenticato il tuo notevole stato di servizio,
o tutti i tuoi preziosi contributi all'azienda...
Il fuoco, la ruota, l'agricoltura...
è una lista impressionante, vecchio mio, davvero impressionante.

Non fraintendermi, ma... beh, ad essere sinceri,
abbiamo avuto anche i nostri problemi, non lo si può negare.


Sai da cosa penso siano stati provocati? Te lo dico io...
E' la tua fondamentale riluttanza a far progressi nell'azienda.
Pare che tu non voglia affrontare nessuna vera responsabilità,
o essere il capo di te stesso.

Dio lo sa quante opportunità ti sono state date...
Ti abbiamo spesso offerto una promozione, e ogni volta ci hai deluso.
"Non ce la farei mai, direttore", ci persuadevi,
"io so stare al posto mio."
Siamo sinceri, nemmeno ci provi, vero?
Vedi, sei stato fermo troppo tempo, e lo si vede nel tuo lavoro...


E, potrei aggiungere, nella qualità generale del tuo comportamento.
I continui litigi nel reparto produzione non sono sfuggiti alla mia attenzione...
nè i recenti atti di teppismo nella mensa aziendale.

Poi naturalmente c'è... Hmm, beh, non volevo tirare fuori l'argomento, ma...
vedi, ho sentito voci inquietanti sulla tua vita personale.
No, non importa chi me le ha dette, niente nomi, niente punizioni...
Ho saputo che non vai d'accordo col coniuge,
so che litigate, mi hanno detto che urli, si è parlato di violenza.
Una fonte attendibile mi dice che ferisci sempre chi ami...
chi non dovresti mai ferire...
E vogliamo parlare dei bambini?
Sono sempre i bambini a soffrire, come ben sai.


Poveri piccoli, che possono mai capire?
Che possono capire delle tue angherie, della tua disperazione, della tua codardia, delle tue intolleranze che ti sei coltivato dentro?
Così proprio non va, vero?
E non serve dare la colpa del calo nel lavoro a una cattiva amministrazione...


...anche se, in effetti, l'amministrazione è pessima.

Abbiamo avuto una sfilza di malversatori, imbroglioni, bugiardi e maniaci che hanno preso una sfilza di decisioni catastrofiche.


E' un fatto assodato.

Ma chi li ha eletti?
Sei stato tu! Tu che hai nominato queste persone!
Tu che hai dato loro il potere di prendere decisioni per te!
Per quanto ammetto che si possa fare un errore una volta, fare gli stessi errori letali un secolo dopo l'altro mi sembra pura e semlice prem
editazione.

Hai incoraggiato questi incompetenti criminali che hanno ridotto a un inferno la tua vita lavorativa.

Hai accettato i loro ordini insensati senza sollevare dubbi.



Hai permesso di riempire il tuo spazio lavorativo di macchine pericolose.

Potevi fermarli.
Dovevi soltanto dire "NO"
Non hai spina dorsale, non hai orgoglio.

Non sei più un elemento prezioso per l'azienda.
Tuttavia, sarò generoso.
Ti saranno concessi.....
..............................................
Le trasmissioni saranno riprese al più presto possibile.

Dalle frequenze in onda media di "V per vendetta"
di Alan Moore e David Lloid


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categoria:v per
mercoledì, 13 dicembre 2006
Campo visivo

Fissate per una ventina di secondi il punto nero al centro di questa immagine...
Dovreste provare la sensazione che l'ombreggiatura scompaia pian piano per lasciare spazio soltanto al puntino nero!



Ciò accade perchè quando guardiamo una scena l'occhio non cattura tutti i particolari compresi nel campo visivo ma soltanto quelli relativi ad un'area ristretta che sarebbe quella attorno al punto che stiamo fissando.

Dei continui movimenti degli occhi che noi comunque non avvertiamo permettono agli occhi stessi di spostare continuamente il punto di osservazione e al cervello di ricostruire una immagine più ampia e particolareggiata.

In questo caso quindi lo sguardo è concentrato sul punto e non sull'ombra che a poco a poco non viene più elaborata dal cervello e... scompare!
Provate adesso con quest'altra figura...



Qui il fenomeno sembrerebbe non avvenire!
In questo caso infatti le linee tratteggiate costringono l'occhio a muoversi molto di più in quell'area e quindi questo continuerà ad inviare al cervello anche le informazioni relative all'ombra.

Non è che forse, per avere una "visione" attendibile delle cose, bisogna spostare continuamente l'attenzione, senza "fissarsi" su un unico punto, per quanto reale possa essere?

Non è che forse, per avere una "visione" più completa delle situazioni, bisogna guardare e circoscrivere le ombre, come i punti luce?

Non è che forse dovremmo imparare dalla perfetta macchina del nostro corpo ad avere una visione un po' più ampia di tutto quello che "crediamo di vedere" e pensiamo che sia... tutto lì?

Mi chiedo... FORSE
 
postato da: martatrombetta alle ore 18:33 | Permalink | commenti (9)
categoria:vedere con occhi diversi
venerdì, 08 dicembre 2006
Lo so, è vecchia, però...



"Costruisci un cielo piuttosto concavo.
Dipingilo di verde o di caffè, colori belli e terrestri.
Spruzza di nubi a discrezione.
Appendi con attenzione una luna piena ad occidente,
diciamo a tre quarti all’orizzonte.
Verso oriente fai levare, lentamente, un sole brillante e potente.
Riunisci uomini e donne, parla loro lentamente e con affetto,
cominceranno a camminare da soli.
Contempla il mare con amore.
Riposa il settimo giorno."
(Subcomandante Marcos)

...ammèmmipiace!
postato da: martatrombetta alle ore 00:24 | Permalink | commenti (12)
categoria:intervallo panico
martedì, 05 dicembre 2006
Un post... corto

...e a questo punto... meglio un buon "corto"... animato
che "lunghi"... discorsi animati


A mio parere "bellissimo" questo cortometraggio animato realizzato dagli studenti di una "école de l'image" parigina... "Gobelins".
Non vi fa pensare un po' a Emir Kusturika, nel ritmo?
"Gatto nero gatto bianco"... per intenderci.
E per chi volesse approfondire, ecco un altro filmato che ne descrive la realizzazione.
Saludos! :)
postato da: martatrombetta alle ore 11:47 | Permalink | commenti (9)
categoria:corti

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